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Sale: amico o nemico?

dieta iposodica

Gli italiani consumano troppo sale: tra i 9 e 12 grammi al giorno. L’organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda invece di non superare i 5 grammi al giorno.
Una dieta alimentare troppo ricca di sale può concorrere all’insorgenza di patologie cardiache e favorisce l’aumento della pressione sanguigna; eppure i soggetti ipertesi consumano appena 1 grammo in meno di sale al giorno rispetto agli altri italiani.
Questi dati sono emersi dall’analisi del consumo di sodio in un campione della popolazione condotta dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie.
A fronte di questi dati rimane prioritario l’obiettivo perseguito sia dall’Oms che dall’Unione Europea di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della riduzione di consumo di sale per prevenire patologie croniche.

DIETA IPOSODICA: ISTRUZIONI PER L'USO

Ictus, ipertensione, infarto e obesità sono solo alcuni degli effetti collaterali provocati dall’eccessivo consumo del sale, conseguenze che vale la pena evitare adottando una dieta iposodica e equilibrata. L’eccesso di sale è la causa di circa 200mila decessi per ictus il più delle volte causato da ipertensione, ma i danni del sale possono interessare anche reni, cuore, ossa e stomaco. I dati allarmanti registrati hanno attivato degli studi più approfonditi, ed è risultato che in Umbria e in Toscana il tasso di mortalità dovuto a ictus e infarti era nettamente inferiore confronto il resto d’Italia. Il motivo? Dopo lunghi studi i ricercatori hanno capito che il segreto della longevità umbra e toscana era nascosto nel pane non salato.

A seguito di questa scoperta si è giunti quindi ad affermare che è necessario adottare una dieta iposodica per preservare la salute ed evitare tutti gli effetti devastanti correlati ad un eccessivo consumo di sale.

La dieta mediterranea: news

dieta mediterranea

E' notizia recente quella secondo la quale la mozzarella di bufala potrebbe rientrare nel novero degli alimenti previsti dalla dieta mediterranea. Così si è espresso Antonio Lucisano, direttore del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana dop, nel luglio 2015, durante un convegno tenutosi a Milano nei giorni di EXPO 2015. In effetti, quella che sembrerebbe una provocazione, è il frutto di una serie di ricerche i cui risultati sono stati resi noti al Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli. "Sulla mozzarella di bufala non si fa sempre buona informazione" afferma Domenico Raimondo, presidente della stesso consorzio, "nella migliore delle ipotesi si dice che fa ingrassare, nella peggiore (per colpa di eventi isolati) si getta fango su un intero settore che da lavoro a 15.000 persone". Durante i lavori del convegno il professor Ettore Novellino, docente di Chimica Farmaceutica e Tossicologia per l'Università Federico II di Napoli: "Prima dei farmaci bisogna ingerire quegli alimenti che hanno proprietà curative per il nostro corpo, come insegna la Nutraceutica. Fra questi c'è la mozzarella di bufala, le cui proteine hanno la particolare capacità di rigenerare l'epitelio intestinale". A questo si aggiunge il fatto che durante l'ingestione di questo prodotto si sviluppano dei peptidi che hanno una forte capacità di penetrare la membrana cellulare, esercitando così un potente effetto antiossidante in grado di contrastare i radicali liberi. Quindi sulla base di queste autorevoli affermazioni è pacifico dare l'assicurazione che la mozzarella di bufala, prodotta con tutti i crismi, oltre ad essere molto buona, fa bene alla salute.

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